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Pinus mugo
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top
Il mwcapino mugo (mwcqmwcgPinus mugo mwcwmwdaTurra, mwdq1764), o anche semplicemente mwdgmugo, è un mwdwcespuglio mweaaghiforme mweqsempreverde, dal portamento prostrato, appartenente alla mwegfamiglia mwewPinaceae.cite-ref-tpl-2-0[2] È stato inserito nell'mwgaelenco delle piante officinali spontanee soggette alle disposizioni della legge 6 gennaio mwgq1931 n. 99:cite-ref-3[3]cite-ref-4[4] dai suoi rametti mwigverdi, non ancora lignificati, viene infatti estratto l'mwiwolio essenziale di mwjamugolio. Un mwjqbosco di pino mugo si chiama mwjgmugheto.
Contents
• Habitat
• Ecologia
• Note
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Morfologia
mwmaPortamento
generalmente arbustivo, ma molto variabile, da prostrato con rami ascendenti a cespuglioso fino ad alberello eretto a seconda delle varietà e delle condizioni ambientali. Piccolo e compatto, presenta rami caratteristici che nella parte inferiore possono crescere adagiati sul terreno nascondendo la base del tronco per non offrire resistenza al vento.
mwmwCorteccia
grigia scura a squame sottili.
mwngFoglie
aghiformi lunghe 3–5mwoa cm e riunite in verticilli di due, di colore verde scuro.
mwogFiori
meglio indicati come sporofilli, maturano in aprile-maggio e presentano sessi separati.
• mwpgMacrosporofilli: fiori femminili, sono rosso-violacei e più piccoli dei fiori maschili. Sono riuniti in piccoli coni e spuntano in cima al fusto; una volta fecondati, diventano pigne color verde-rossastro.
• mwqaMicrosporofilli: fiori maschili, numerosi, gialli, molto più vistosi dei femminili. Sono situati alla base dei rami e producono polline che viene diffuso dal vento.
mwqwStrobili
di forma ovale-conica, sono lunghi 3–5mwrq cm. Contengono dei piccoli semi scuri muniti di un'ala membranosa che li fa volare lontano.
Habitat
Cresce spontaneo sulle montagne, tra i 1500 e i 2700mwsq m (ha il suo "optimum" tra i 1600 e i 2300 m, ossia nel piano mwsgsubalpino) nelle Alpi Orientali è presente nelle aree rocciose fin dai 400mwsw m.s.l.m. (p.e. nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Tarvisano) spingendosi poi in alto oltre il limite della vegetazione forestale arborea. Amante della luce e del freddo, presenta aspetti morfologici molteplici e variati, accomunati tradizionalmente nel gruppo Pinus montana, di tal che se ne distinguono alcune sottospecie - da taluni autori descritte come specie a sé stanti - che vanno dal pinus mugo, cespuglioso e prostrato, al pinus uncinata, conico-arboreo, con versioni intermedie fra i due (forma cd. frutescens erecta). Predilige suoli detritici parzialmente consolidati, ad esempio alla base di ghiaioni o di conoidi di deiezione (la forma pinus mugo in particolare è prevalentemente calcifila ed i suoi rami forniscono un'utile protezione contro valanghe e slavine, frenando lo scivolamento delle masse nevose sui fianchi più inclinati delle valli).
Distribuzione
In Italia è presente, spontaneamente, sulle mwugAlpi (prevalentemente centro-orientali per mwuwPinus mugo ed esclusivamente centro-occidentali per mwvaPinus uncinata); sulle mwvqPrealpi calcaree lombardo-venete e in alcune zone degli mwvgAppennini (Monte Cusna e Monte Falterona in Appennino settentrionale a Monte Lieto nei Sibillini dove è stato reintrodotto; autoctono nel Parco Naturale Regionale dell'Aveto sul Monte Nero e sul Groppo Rosso (Genova), mwvwMaiella, mwwaParco Nazionale d'Abruzzo e con alcuni esemplari anche sul mwwqmonte Viglio nel versante sud nel comune di mwwgCivitella Roveto; reintrodotto a Campo Imperatore sul Gran Sasso d'Italia), nella sola forma mwwwPinus mugo. In Europa il pinus uncinata si rinviene anche sui mwxaPirenei; il pinus mugo sulla fascia alpina, con diffusione ingravescente procedendo verso est, sui mwxqCarpazi e sui mwxgTatra, sulla dorsale dalmato-balcanica fino in mwxwBosnia-Erzegovina e mwyaBulgaria e, come detto, residualmente in Appennino. È usato come essenza ornamentale in molte zone d'Italia, anche dove il clima è molto differente da quello d'elezione, per l'aspetto aggraziato e le dimensioni ridotte che lo rendono ideale per giardini rocciosi e piccoli giardini in genere.
Sottospecie e varietà
Da un punto di vista tassonomico, mwzaPinus mugo Turra veniva aggregata assieme a mwzqPinus uncinata Miller sotto la specie collettiva mwzgPinus montana Mill. Tuttavia, le differenze fra i due taxa sono tali che attualmente le più recenti flore li ipotizzano come specie separate. A mwzwPinus mugo Turra sono da riferirsi, come sinonimi o come entità sottospecifiche: P. montana Mill. subs. mughus Heer, P. montana Mill. var mughus Willk., P. mughus Scop., P. mughus Scop. var mughus Zen., P. mugo Turra var. mughus Zen., P. mugo Turra var. pumilio Zen e P. pumilio Haenke. mwaaPinus mugo var. mwaqpumilio è presente in alcune zone delle mwagAlpi Occidentali (Val Ferret, Val Veny, Alpi del Cuneese). Il pino uncinato (mwawPinus mugo sottosp. mwbauncinata) ha molte caratteristiche in comune con il pino mugo, ma tendenzialmente si sviluppa in forma arborea (albero con portamento piramidale alto fino a 10–12mwbq m); inoltre, anche negli esemplari prostrati (prevalenti alle quote superiori del piano subalpino), i rami del pino uncinato si presentano eretti nella porzione terminale, le sue pigne sono infine maggiori (lunghe fino a 7mwbg cm) e hanno base asimmetrica, gli aghi sono di colorazione più chiara, più eretti e pungenti; questa entità è diffusa solo in particolari distretti delle Alpi centro-occidentali (dove Pinus mugo ssp. mugo, invece, è sporadico) ed è meno calcifila della sottospecie nominale (adattandosi a vivere anche su ofioliti e perfino su substrati a debole reazione acida); la sua origine rimane incerta tant'è che taluni autori hanno supposto che sia un ibrido fissato tra Pinus mugo ssp. mugo (o forme analoghe già presenti sul territorio europeo occidentale durante la glaciazione Riss) e il mwbwPinus sylvestris.
Ecologia
È una mwcgpianta pioniera e stabilizzatrice di terreni sterili, incoerenti e pietrosi, dove, frammentando il manto nevoso invernale, contribuisce anche a proteggere i fondovalle dalle mwcwslavine, quindi utilissima ancorché ecologicamente legata alle sole quote montane. Offre riparo e rifugio a molte specie animali, fra cui il mwdagallo forcello e il mwdqcrociere, fra gli uccelli, ed il mwdgcamoscio, fra i mammiferi mwdwungulati, che è pressoché semi-simbiotico con la specie, dei cui germogli ed aghi si nutre nelle stagioni più ingrate.
Note
cite-note-iucn-11. mwfg(mwfwmwgaEN) Farjon, A., 2013, mwgqmwggPinus mugo, su mwgwmwhaIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwhqIUCN, 2020.
cite-note-tpl-22. ↑ mwiqmwigmwiwPinus mugo, su mwjaThe Plant List. mwjqURL consultato il 15 dicembre 2013.
cite-note-33. ↑ mwkqmwkgmwkwLegge 6 gennaio 1931, n. 99 (mwlamwlqPDF), su mwlgRegione Piemonte. mwlwURL consultato il 6 maggio 2018 mwma(archiviato dall'mwmqurl originale l'8 settembre 2017).
cite-note-44. ↑ mwnqmwngmwnwRegio decreto 26 maggio 1932, n. 772 "Elenco delle piante dichiarate officinali" (mwoamwoqPDF), su mwogRegione Piemonte. mwowURL consultato il 6 maggio 2018 mwpa(archiviato dall'mwpqurl originale l'8 settembre 2017).
Bibliografia
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• mwswVidacović, M., Conifers; Morphology and Variation, Zagreb, Grafićki Zavod Hrvatske, 1991.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itmugo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAdriano Fiori, MUGO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
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• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Pinus mugo, su Lista rossa IUCN.